ChatGPT perde il 24% in un anno: il mercato AI si sta frammentando

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Giugno 2026. Il dominio di ChatGPT sull’intelligenza artificiale non è più quello di prima.

I dati Similarweb aggiornati a maggio 2026 raccontano un cambiamento che pochi si aspettavano così rapido: in soli 12 mesi, il panorama delle piattaforme AI si è ridisegnato completamente.

I numeri che contano

Un anno fa ChatGPT controllava il 76,4% di tutto il traffico mondiale verso piattaforme AI. Oggi quella quota è scesa al 52,7%.
Quasi 24 punti percentuali persi in un anno. Circa 2 punti al mese.
Non è un crollo. Ma è un segnale chiaro: il mercato AI non ha più un monopolista assoluto.

Chi cresce: Gemini e Claude

Google Gemini è il principale beneficiario di questo spostamento.
In 12 mesi è passato dall’8,9% al 27,3% — più che triplicato. Oggi è la seconda piattaforma AI per traffico mondiale, staccata di poco da ChatGPT e distante anni luce dalle altre.
Claude di Anthropic è invece la vera sorpresa dell’ultimo periodo.

Pensate che 12 mesi fa aveva una quota del 1,6% mentre oggi del 8,9% con una crescita nell’ultimo mese: +2,9 punti percentuali — la più alta tra tutte le piattaforme.

Un aumento di oltre 5 volte in un anno. E il trend, secondo tutti gli indicatori, è ancora in salita.

Le altre piattaforme

Il resto del mercato si divide così:

  • DeepSeek: 4,0% (era 5,3% un anno fa — lieve calo)
  • Grok (xAI): 2,8% — stabile, torna ai livelli di 12 mesi fa
  • Microsoft Copilot: 2,0% — sorprendentemente fermo, nonostante l’integrazione con Windows e Office
  • Perplexity: 1,3% (era 1,8%) — in calo nonostante 780 milioni di query mensili

Cosa significa per chi fa marketing

Questa frammentazione non è solo una curiosità statistica. Ha conseguenze pratiche.

  1. La GEO strategy va aggiornata
    La GEO (Generative Engine Optimization) è la disciplina che ti permette di apparire nelle risposte generate dalle AI. Fino a ieri ottimizzare solo per ChatGPT aveva senso. Oggi non più. Con Gemini al 27% e Claude in forte crescita, ignorare queste piattaforme significa perdere visibilità su una fetta sempre più grande di ricerche AI.
  2. Le citazioni cambiano ogni mese
    Secondo Similarweb, il 50% delle citazioni generate dalle AI cambia ogni mese. E solo l’11% si sovrappone tra una piattaforma e l’altra. Questo vuol dire che essere “visibili” su Claude non garantisce visibilità su Gemini — e viceversa.
  3. Il traffico AI converte 3 volte di più
    Una ricerca su oltre 1.200 siti web mostra che il traffico proveniente da piattaforme AI converte a un tasso 3 volte superiore rispetto ai canali tradizionali. Chi arriva sul tuo sito tramite un’AI è già “riscaldato” e orientato all’azione.

Il quadro generale: l’AI è ancora piccola, ma cresce

C’è un dato che rimette tutto in prospettiva: le piattaforme AI, nel loro insieme, rappresentano ancora meno del 2% del traffico desktop totale in USA e Europa. La gara per le quote di mercato AI è reale — ma il vero mercato da conquistare è ancora davanti a noi.
Chi inizia a ottimizzare la propria presenza oggi, quando il traffico AI è ancora limitato, avrà un vantaggio enorme quando questa quota crescerà.

Per tirare due conclusioni

Il mercato AI si sta decentralizzando. ChatGPT resta il leader, ma con margini sempre più ridotti. Gemini è già il secondo player incontestato. Claude cresce più di tutti nell’ultimo periodo.
Per chi fa marketing, questo significa una cosa sola: non puoi più pensare all’AI come a un canale unico. È un ecosistema — e va presidiato come tale.

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Fonte dati: Similarweb, aggiornamento giugno 2026 — dati al 26 maggio 2026

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